Ho inviato l'articolo [2] alla rivista online [1b], edita da [1a].
Il comitato editoriale ha approvato l'articolo, e lo ha pubblicato l'08/12/2016.
Raffaele Yona Ladu
Ebre* gendervague
Dottore in Psicologia Generale e Sperimentale
Il frutto che Adamo mangiò [dall'Albero della Conoscenza del Bene e del Male] era grano [dacché il grano illumina una persona].
Il transumanismo è una classe di filosofie della vita che cercano la continuazione ed accelerazione dell'evoluzione della vita intelligente oltre la sua attuale forma umana e le sue limitazioni umane attraverso la scienza e la tecnologia, guidate da principi e valori promotori della vita.
1. Il progresso scientifico e tecnologico rivoluzionerà nei prossimi decenni la condizione umana, permettendoci di trascendere i nostri limiti naturali e di incrementare le nostre capacità fisiche e cognitive: grazie a biotecnologie e ingegneria genetica, nanotecnologie e robotica, intelligenza artificiale e neuroscienze, spezzeremo i nostri vincoli biologico-evoluzionistici emancipandoci da invecchiamento, malattia, sofferenza, povertà e ignoranza.
2. L'Uomo da sempre manifesta la tendenza a trascendere i propri limiti grazie agli strumenti tecnici che genera a partire da un'intelligenza auto-migliorativa, e non meramente adattativa. La tecnica è un fenomeno antico, e l'umano ne è stato già profondamente influenzato, non solo nelle sue dimensioni culturali, ma anche in quelle biologiche. Ciò che è cambiato, negli ultimi decenni, è la velocità con cui accumuliamo le nostre capacità di trasformazione, e il grado di intensità e di efficacia delle stesse.
3. Si sta diffondendo sempre più la consapevolezza che l’Uomo, grazie agli strumenti della tecnica, sia oggi in grado di ridefinire la propria condizione biologica. Attraverso il controllo del nostro stesso processo evolutivo, saremo in grado di scegliere il nostro destino. Questa presa di coscienza si pone al cuore della riflessione transumanista.
4. Emerge la possibilità, e – sosteniamo con forza – la desiderabilità, di superare l'evoluzione per selezione naturale, guidata dal cieco caso, e di approdare a un nuovo tipo di evoluzione, auto-diretta e finalistica, guidata dall'intelligenza.
5. Il Transumanesimo non è mera cronaca dell’innovazione tecnologica, né acritica apologia del cambiamento fine a se stesso, ma intende guidare in modo etico il progresso scientifico e tecnologico affinché sia funzionale alla nuova fase dell'evoluzione umana, caratterizzata dalla triade superintelligenza, superlongevità e superabbondanza.
6. Siamo consapevoli di come il passaggio all'evoluzione autodiretta non sia esente da rischi, che pertanto vanno attentamente considerati e pubblicamente discussi. A questo proposito, risulta imprescindibile una conoscenza scientifica di base, ampiamente diffusa nella società, affinché la discussione possa essere il più possibile informata.
7. I possibili rischi devono essere valutati con estrema attenzione e attivamente prevenuti (perché non ogni cambiamento implica progresso), ma non in una prospettiva paralizzante (perché ogni progresso implica cambiamento). È necessario basarsi su un approccio non precauzionale ma proattivo, eticamente responsabile ma non proibizionista, per affrontare al meglio il cambiamento radicale che ci aspetta.
8. Il Transumanesimo si pone quale baluardo culturale di fronte agli attacchi neo-oscurantisti dei fondamentalismi ecologici e religiosi, che vorrebbero la sottomissione dell'uomo a presunti limiti imposti dall’ordine naturale o dalla volontà divina.
9. Il Transumanesimo rappresenta il fronte avanzato dell’Umanesimo – e per questo rifiuta categoricamente qualunque tendenza anti-umanista, tecnofobica o tecnofila che sia – e si fonda su un approccio eminentemente scientifico e razionale, aperto al dialogo con tutti coloro che hanno a cuore il futuro dell’umanità.
10. La comune appartenenza alla grande famiglia umana – allargata a esseri umani potenziati, intelligenze artificiali, animali eventualmente potenziati, ecc.: tutti futuri figli dell’intelligenza umana – lungi dall'essere negata, va al contrario enfatizzata, così da preservare l'unità morale della Nuova Umanità, anche a fronte dell'inevitabile rottura, prima o poi, dell'unità biologica.
11. Il Transumanesimo, in quanto eticamente attento ai principi di uguaglianza e solidarietà, rifiuta una società di tipo esclusivamente individualista, in cui l'accesso alle nuove tecnologie dipenda dalle disponibilità economiche individuali, e dove la scelta del se e come potenziarsi derivi, esclusivamente e senza alcun tipo di regolamentazione, da una scelta di tipo individuale.
12. Il Transumanesimo, in quanto eticamente attento ai principi di libertà e autodeterminazione, rifiuta una società di tipo organicista e gerarchico, in cui le scelte siano demandate ai vertici, i ruoli siano rigidamente fissati su base biologica, e in cui l'individuo, privato del suo intrinseco valore, sia ridotto a semplice ingranaggio all'interno del meccanismo sociale.
13. Qualunque scenario in cui all’individuo non sia riconosciuto lo status di soggetto (fine), e sia nuovamente ridotto a semplice oggetto (mezzo), non solo va rifiutato per le sue conseguenze, ma va anche considerato come strutturalmente incompatibile con i principi transumanisti.
14. Sosteniamo un modello di società che rispetti la dignità e l'autonomia di ogni forma di vita autocosciente, e riteniamo che debba essere garantito un accesso universale ai vantaggi derivanti dalle tecnologie.
15. Futuri interventi sulla linea germinale o tecniche di ibridazione uomo-macchina non potranno essere lasciati né al totale arbitrio del singolo individuo (sulla base di un individualismo estremo) né al totale arbitrio della singola comunità (sulla base di un comunitarismo estremo). Andranno invece elaborate linee guida a livello sovranazionale che siano vincolanti per individui e per comunità.
16. Il Transumanesimo è fautore del benessere di tutti gli esseri senzienti, e riconosce l'uguaglianza e la libertà di tutte le forme di vita autocoscienti.
10. La comune appartenenza alla grande famiglia umana – allargata a esseri umani potenziati, intelligenze artificiali, animali eventualmente potenziati, ecc.: tutti futuri figli dell’intelligenza umana – lungi dall'essere negata, va al contrario enfatizzata, così da preservare l'unità morale della Nuova Umanità, anche a fronte dell'inevitabile rottura, prima o poi, dell'unità biologica.
(...)
13. Qualunque scenario in cui all’individuo non sia riconosciuto lo status di soggetto (fine), e sia nuovamente ridotto a semplice oggetto (mezzo), non solo va rifiutato per le sue conseguenze, ma va anche considerato come strutturalmente incompatibile con i principi transumanisti.
Cercare di porre le persone che hanno ricevuto una diagnosi di AS [Sindrome di Asperger] in categorie morali ben definite può rivelarsi un serio problema. Non capiscono del tutto la "regola aurea" ed altri problemi morali che molte altre persone capiscono, ma questo non ne fa persone cattive. Quando ci prendiamo il tempo di capire che i loro motivi possono essere buoni e ci rendiamo conto che non capiscono in modo naturale [intuitivo?] alcuni concetti, forse possiamo giungere ad una rappresentazione più accurata degli stadi della moralità. [Corsivo e parole tra parentesi quadre mie]
Quello che a te è sgradito al tuo prossimo non lo fare. Questa è tutta la Torah, il resto è COMMENTO. Va' e STUDIA. [bShabbat 31a].
Non sia mai che tu faccia una cosa simile! Far morire il giusto con l'empio, in modo che il giusto sia trattato come l'empio! Non sia mai! Il giudice di tutta la terra non farà forse giustizia?
Un padre francese mi raccontava del figlio di dieci anni: alla domanda "cosa vuoi fare da grande" ha risposto: la ragazza! Il padre si è accorto che nei libri di scuola si insegnava la teoria gender, e questo è contro le cose naturali.
Ma più comune è il crossdresser che è sotto stress estremo, ha una grave perdita nella sua vita, e fugge temporaneamente nella femminilità. È lì che è abituato a recarsi per la consolazione, e la protezione dal male che gli può essere fatto accidentalmente [safety] o deliberatamente [security], ed allora comincia a pensare di essere transessuale, ma quello che accade nel tempo durante una psicoterapia, anzi, semplicemente con il passare del tempo, se la spinta è davvero una spinta che viene da dentro, è che alla fine si rende conto che è fondamentalmente un crossdresser. Perciò, se sei un crossdresser, una cosa a cui devi badare se scopri che ti stai muovendo verso il femminile, è verificare quanto stress stai affrontando; vedere se hai avuto delle esperienze che potrebbero spingerti a voler fuggire in quest'altra identità.
La letteratura che riguarda l'eziologia ed il trattamento psicoterapeutico della disforia di genere nell'infanzia si basa grandemente sugli studi dei casi clinici. Questi studi suggeriscono che il rinforzo sociale, la psicopatologia genitoriale, le dinamiche familiari ed il contagio sociale favorito dai media generalisti e dai social, tutte queste cose contribuiscono allo sviluppo e/o alla persistenza della disforia di genere in alcuni bambini vulnerabili. Potrebbero esserci anche ulteriori fattori aggiuntivi ancora non riconosciuti.
Nella mia vita di sacerdote, di vescovo e di Papa io ho accompagnato persone con tendenze e anche pratiche omosessuali. Li ho avvicinati al Signore e mai li ho abbandonati. Le persone si devono accompagnare, come faceva Gesù. Quando una persona che ha questa condizione arriverà davanti a Gesù, lui sicuramente non dirà: vattene via perché sei omosessuale.
(...)
L'anno scorso ho ricevuto la lettera di uno spagnolo che mi raccontava la sua storia. Ha sofferto tanto perché lui si sentiva un ragazzo ma era fisicamente una ragazza. Ha raccontato alla mamma che avrebbe voluto operarsi e lei gli ha chiesto di non farlo finché era viva. Quando è morta, lui si è fatto l'intervento. È andato dal vescovo che lo ha accompagnato tanto, era un bravo vescovo. Poi ha cambiato la sua identità civile, si è sposato e mi ha scritto che per lui sarebbe stata una consolazione venire da me con la sua sposa. Lui che era lei ma è lui. Li ho ricevuti, erano contenti. Capito? La vita è vita, le cose si devono prendere come vengono. Il peccato è peccato, ci sono le tendenze, gli squilibri ormonali, esistono tanti problemi. Ma in ogni caso bisogna accogliere, accompagnare, studiare, discernere e integrare. È un problema umano, e si deve risolvere come si può, sempre con la misericordia di Dio.